12/09 - Deserto del Gobi (Mongolia)

In questo momento mi trovo in una tenda, ho acceso un piccolo fuoco per riscaldarmi e una candela per farmi un po di luce…
Sono quattro giorni che sono nel deserto..un’esperienza fantastica, ma allo stesso tempo pericolosa e piena di ostacoli.
Questa notte ho battuto ogni mio record di guida, ho guidato per 30 ore consecutive e non è stato per niente facile. Il deserto di notte è uno spettacolo veramente unico ma allo stesso tempo spaventa tantissimo.
Il viaggio stamane è iniziato alle sei del mattino, l’aria era ancora molto fredda…in Mongolia il clima della sera è molto diverso da quello della mattina, pensate che la mattina si sfiorano i 30° e la notte la temperatura scende fino a 0°.
Parto in perfetto orario e dopo qualche km un branco di gazzelle mi passa d’avanti ad una velocità incredibile, rallento e le osservo, sono un vero spettacolo sono circa una 50ina e sembra che non abbiano proprio voglia di fermarsi infatti svaniscono così tra la sabbia del deserto lasciando solo un enorme nuvolone di polvere. Riprendo subito la mia marcia, oggi la tappa è lunga e molto difficile quindi è meglio rimettersi in cammino. Durante la giornata va tutto alla grande, Jessica è una vera forza e nessuno la ferma, ci siamo promessi che arriveremo a Pechino e ce la metteremo tutta per raggiungere la nostra meta. Km dopo km inizia a calare la notte, d’avanti a me c’è un altro fantastico tramonto e inizia a scendere anche la temperatura…inizia a far freddo. Qualche minuto dopo mi viene comunicato via radio che un mio compagno di viaggio si è perso, e non risponde alla radio. Decido di tornare subito indietro seguendo la pista che ho segnato durante il percorso, per raggiungere tutto il gruppo. Passa un’ora ma ancora non l’abbiamo trovato ma fortunatamente, anche se con segnale disturbato, riusciamo a sentirlo via radio, ora almeno sappiamo che sta bene e che ha “solo” sbagliato la pista da seguire. Decidiamo di posizionarci, ognuno con il proprio mezzo, su qualche collinetta o duna e con i fari accesi in modo da renderci visibili. Uno dei miei compagni ha il gps, rivediamo tutto il percorso che aveva salvato e decidiamo di farlo nuovamente a ritroso, ma questa volta alcuni resteranno sulla collina con i fari accesi in modo tale che chi si allonta per la ricerca avrà la possibilità rendersi conto della distanza che lo separa da quel punto. Passa un’altra ora e lo troviamo, è stato veramente emozionante e non sono mancati complimenti e forti abbracci. Ormai il gruppo si è nuovamente compattato e ripartiamo subito, ma ormai è notte. Mi chiedono cosa voglio fare se caricare Jessica o fare campo stesso li ma ovviamente gli ho risposto che io e Jessica siamo prontissimi ad affrontare per la nostra prima volta il deserto in notturna. Andava tutto alla grande fino alle sei del mattino, mancavano altri 150 km alla fine della tappa, ma sono stati i 150 km più difficili di tutto il raid. La tenevo stretta a me, mantenevo il manubrio con forza perché tra sabbia e massi che ti compaiono improvvisamente se non la tieni forte rischi di cadere. La sabbia diventava sempre più alta e la guida sempre più difficile, siamo entrambi un po’ stanchi ma non molliamo…ad un certo punto nel bel mezzo della notte noto che sotto le gomme non c’è più sabbia, è diventato tutto fango per colpa di un breve ma intenso temporale. Continuo ad aprire il gas ma ad un certo punto sono costretto a fermarmi…sono rimasto con la moto impantanato in un metro e mezzo di fango e acqua! Provo ad uscirne fuori ma ogni tentativo è inutile, la gomma di dietro è ormai sprofondata nel fango e inizio ad essere molto stanco, mi fa sempre più male la spalla e non posso mollare Jessica. Passa circa un’ora e mezza e sono ancora fermo lì con acqua e fango fino al ginocchio e fa un freddo boia, non posso mollare proprio adesso, dopo 25 ore di viaggio e tanti km percorsi..nel frattempo si sono fatte le sei è trenta e non riesco a trovare una soluzione. Cerco di stare calmo, penso che sono fermo nel deserto, sono completamente bagnato e ricoperto di fango..mancano 86 km per finire la tappa.
Sento dei rumori, mi guardo intorno e vedo delle luci, inizio subito a sorridere, è sicuramente qualcuno dei nostri e finalmente riuscirò ad uscire da questo maledetto fango. Passano una decina di minuti e le luci sono sempre più vicine…è ROBERTO!!! Non potete immaginare quanto sia stato felice, ho iniziato ad urlare di gioia, non ce la facevo più a stare in piedi nell’acqua a mantenere Jessica. Roberto e altri compagni di viaggio mi hanno dato una mano e fortunatamente dopo venti minuti Jessica è fuori dal fango!!! Purtroppo non è finita lì ho percorso altri 30 km tra fango e acqua, Jessica non faceva altro che infangarsi e scivolare, ormai viaggio sul sapone e non è per niente facile, ho una spalla che brucia in un modo incredibile. Il fango ormai è ovunque è anche le gomme di Jessica hanno difficoltà a girare così decido di fermermi per smontare il parafango anteriore e proseguire la tappa. Fratelli, ho impiegato due ore per fare trenta km ma ci sono riuscito, sono nuovamente sullo sterrato e adesso mi mancano solo una 50ina di km…non posso e non devo mollare!
Ore 12.00 tappa finita, tanti abbracci e applausi per me e Jessica, questa volta siamo stati proprio bravi e fortunati…lei è stata veramente UNICA!
Adesso mangio e bevo una birra per festeggiare questa grande e unica impresa e poi vado a riposare, ho guidato per 30 ore e sono un po stanco, meglio recuperare un po di sonno…domani c’è ancora deserto.

PS. La data da ricordare e da segnare sul vostro calendario è il 3 Settembre, chiedo scusa a tutti per l’errore ma purtroppo ho perso il conto dei giorni.

Ore 13.47 e il volo continua…

1 commento:

Anonimo ha detto...

Zio deve essere stata una gran bella tappa questa....immagino che tu non abbia un filmino....ma immagino che gia sentirti raccontare sta cosa deve essere emozionante....

NIPOTE2